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Lene Thun, il sogno della contessa ceramista

“Il bello dei sogni è che qualche volta si avverano”, era questo il motto della contessa Lene Thun che coltivava la sua passione con il marito Otmar nello scantinato preso in affitto nel castello di Klebenstein, a Bolzano. Ed è proprio qui che nacque quel fiabesco mondo di angeli laudenti e figure tondeggianti che oggi appartiene un po’ alla storia di tutti noi. Conoscete questa storia? Ve la raccontiamo noi.

Sono gli Anni ’50 e in quella cantina in penombra con soli due assistenti, un tornitore ed un operario, ci sono Lene e Otmar che giorno e notte lavorano con passione ai primi manufatti in ceramica. In principio non avevano neppure una vetrina dove esporli, così Otmar trasformò una cassetta della posta vicino al cancello come espositore. In quel piccolo spazio sistemò un biglietto da visita e gli angioletti che diventeranno l’icona del loro marchio. Una romantica storia d’amore la loro che generò una storia di successo. Otmar si occupava dell’embrione dell’azienda e la moglie, Lene, ne curava l’aspetto creativo: le bambole, i Teddy’s, i Tini’s, i salvadani. Le collezioni piacquero subito e l’azienda crebbe in fretta, nonostante gli anni difficili. In Alto Adige quello era un periodo in cui una persona di madrelingua tedesca o italiana che fosse, avrebbe dovuto per forza fare affari con i propri simili. I conti invece sfidarono la pubblica opinione, coniando per l’occasione il loro slogan di presentazione: “In un paese tra il Nord e il Sud, all’ incontro tra due culture, attingendo dalla tradizione ma rivolti verso il nuovo, lavoriamo per arrecare gioia a noi e agli altri”.

Si dice che la Contessa Lene modellò i primi angioletti con la bocca socchiusa, perché si ispirò guardando i propri figli dormire la notte. Dai suoi esordi, ovvero dal 1950, ad oggi, THUN utilizza la stessa argilla, di altissima qualità. Materiale completamente naturale lavorato secondo gli antichi saperi dell’azienda, specifici per ogni prodotto: dall’impasto con aggiunta di acqua, utilizzato per gli angeli, a quello resistente al fuoco, tipico delle formelle.

Autore dell'articolo: iportali